Anche a Bollate il cartello “Antifa hier” sulla porta dell’ufficio del Sindaco

288

“Antifa hier. Questo ufficio è occupato da un antifascista”. È il testo del cartello che il Sindaco di Bollate Francesco Vassallo ha affisso alla porta del suo ufficio in segno di protesta contro le vergognose scritte antisemite apparse a Mondovì, Cuneo, sulla casa del figlio di Lidia Beccaria Rolfi, la staffetta partigiana deportata nel carcere di concentramento di Ravensbruck.

Il gesto segue e rafforza quello di Beppe Sala, Sindaco di Milano, che domenica scorsa ha affisso un cartello analogo sulla porta della sua abitazione per manifestare la propria vicinanza al figlio di Lidia, Aldo, da sempre impegnato a tramandare la testimonianza della madre.

“La triste verità è che, a oltre 70 anni dall’Olocausto, ci sono ancora preoccupanti segnali di antisemitismo e di esaltazione delle ideologie fasciste – commenta il Sindaco Vassallo. Per questo sull’antifascismo non possiamo fare alcun passo indietro e dobbiamo continuamente ribadire, a gesti e a parole, l’importanza della memoria, ricordando chi ha perso la vita a causa di una follia collettiva che ha oscurato i valori umani in uno dei periodi più bui della nostra storia”.

Lo stesso gesto è stato concordato dai Sindaci di centrosinistra che governano i territori comunali limitrofi.