La scuola che vorrei è disponibile su facebook

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Hai perso l’incontro con la professoressa Daniela Lucangeli dal titolo La scuola che vorrei che si è svolto il 20 marzo scorso a LaBollaTeatro? Per tutti gli interessati (genitori, nonni, docenti, adulti, studenti, allenatori, professionisti e chiunque sia interessato al benessere di bambini e ragazzi) sarà possibile vedere ancora l’evento in diretta sulla pagina facebook del Teatro la Bolla.

La serata è stata promossa dall’Asilo Maria di Bollate con il sostegno di Casatua agenzia di Bollate e Confcommercio e con il patrocinio del Comune di Bollate.

Ma di cosa si tratta?

«A scuola, come nella vita, cresce ciò che semini. Se un bambino impara con gioia, impara di più e meglio. Se è sostenuto, guardato e incoraggiato da un insegnante che si pone come suo alleato, nella sua memoria resterà traccia dell’emozione positiva, portatrice del messaggio: “Ti fa bene, continua a cercare”. Al contrario, tutto quello che il bimbo impara con paura, ansia, angoscia, genera delle memorie che lo tengono in costante allerta e produce un cortocircuito emozionale tale da inceppare l’apprendimento».
Non è romanticismo, ma scienza.

Lo ha spiegato il 20 marzo, dal palco del Teatro La Bolla di Bollate, Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo presso l’Università degli Studi di Padova ed esperta di psicologia dell’apprendimento. «Basta una scintilla di emozione positiva, un sorriso, una barzelletta, una storia appassionante, una carezza ed ecco che si avvia un meccanismo emotivo che riattiva il circuito dell’apprendimento e lascia libera la funzione cognitiva di continuare a imparare».

«Un insegnante che vuole far crescere l’intelligenza deve seminare l’intelligenza; se vuol far crescere il benessere, deve seminare il benessere; se vuol far nascere la fiducia, deve seminare la fiducia», racconterà Lucangeli. «Gli insegnanti hanno un’influenza enorme che non si esaurisce nella trasmissione di nozioni o insegnamenti ma che impatta sulla maturazione dell’individualità dei loro alunni».