Disposizioni per gli impianti termici a biomassa legnosa

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La giunta regionale lombarda ha approvato in data 11 ottobre 2021 la delibera n° 5360 che contiene le nuove disposizioni per l’installazione, l’esercizio, la manutenzione, il controllo e l’ispezione degli impianti termici alimentati da biomassa legnosa. Le norme sono entrate in vigore il 1° agosto 2022, data d’inizio della stagione termica 2022-2023.

Il provvedimento si applica a tutti gli impianti termici civili alimentati da biomassa legnosa presenti in Lombardia, con potenza al focolare fino a 3 MW, con l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica nel settore civile e ridurre le emissioni. Tra gli impianti inclusi nella delibera ci sono anche quelli per la produzione centralizzata di acqua calda sanitaria e quelli di uso domestico, utilizzati anche per la cottura dei cibi, come termo-cucine e cucine economiche. Sono invece esclusi dal provvedimento gli impianti a biomassa legnosa con potenza termica al focolare inferiore a 5 kW, a meno che, nella stessa unità immobiliare, siano presenti più apparecchi la cui potenza, sommata, dia un valore uguale o superiore a 5 kW; utilizzati per alimentare reti di teleriscaldamento e per processi produttivi di natura imprenditoriale; usati per manifestazioni temporanee quali fiere, mercati o feste patronali.

I generatori installati prima del 18 settembre 2017 (data di approvazione dell’Accordo di Bacino Padano) potranno essere mantenuti in esercizio fino al 15 ottobre 2024. Fino alla stessa data possono essere mantenuti in esercizio tutti gli impianti termici civili che costituiscono l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione.

Inoltre, la nuova delibera prevede:

  • l’obbligo di utilizzare solo pellet di qualità certificata A1 secondo la norma UNI EN ISO 17225-2;
  • l’obbligo di usare solo il cippato certificato secondo la norma UNI EN ISO 17225-4;
    la necessità anche per gli spazzacamini di registrare in CURIT (il catasto degli impianti termici) la propria attività di manutenzione, per quanto limitata alla pulizia della canna fumaria; ciò consentirà di incrementare il numero degli impianti a biomassa accatastati (oggi sono poco più del 10% degli impianti stimati dall’Istat) e, conseguentemente, di monitorare in modo più attendibile l’evoluzione del parco impiantistico, la frequenza delle manutenzioni e l’impatto sulla qualità dell’aria;
  • viene posto un termine definitivo per l’accatastamento di tutti gli impianti esistenti, precisando che la legge regionale 24/2006 prevede una sanzione in caso di mancato rispetto della relativa scadenza.

Sono destinatari diretti tutti coloro che utilizzano, istallano, manutengono, controllano e ispezionano gli impianti termici alimentati da biomassa per la climatizzazione degli edifici e/o la produzione di acqua calda sanitaria ed eventualmente per la contestuale cottura dei cibi in ambito domestico.

Le nuove disposizioni tengono conto della necessità di facilitare il censimento su CURIT (oggi la gran parte degli impianti a biomassa non è registrata sul CURIT), di assicurare la loro manutenzione e di prevedere, per i prossimi anni, requisiti più performanti per l’installazione. Con la delibera sono state approvate delle linee guida, che hanno lo scopo di sensibilizzare gli utenti sulla corretta gestione degli impianti, sia per contrastare il rischio di incendi, sia per tutelare la salute.”

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