Un arresto della Polizia locale smonta una scatola cinese delle intestazioni auto

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Operazione congiunta del Comando di Polizia locale Bollate con il Nucleo centrale di Polizia giudiziaria di Milano che ha portato, nei giorni scorsi, all’arresto di MEK, egiziano di 50 anni, fermato a Milano, in via Dei Transiti, per possesso di documenti di identificazione falsi, introduzione nello Stato di monete falsificate e utilizzo di permesso di soggiorno contraffatto.

L’operazione è avvenuta dopo mesi di verifiche e controlli iniziati alla fine dello scorso anno, quando un ufficiale della Polizia locale di Bollate, durante i rilievi per un sinistro stradale, aveva notato che una delle persone coinvolte guidava un’auto non sua. Pur essendo una circostanza piuttosto frequente, è risultata subito sospetta e ha portato all’avvio di indagini più approfondite. In seguito a verifiche al PRA è così risultato che il proprietario di uno dei veicoli coinvolti nell’incidente aveva altri 23 veicoli intestati a suo nome. Tale numero, con il passare dei giorni è cresciuto a vista d’occhio, passando prima a 46 fino e poi a 67.

Proseguendo le indagini attraverso un’agenzia di pratiche auto e varie compagnie assicurative, gli agenti di Bollate hanno scoperto che il soggetto intestatario di tutte queste auto era dotato di vari documenti falsi e non solo effettuava passaggi di proprietà delle autovetture a favore di persone dalle generalità inesistenti e sicuramente mai reperibili ma truffava anche le compagnie assicuratrici, emettendo assegni a vuoto.

In seguito a diversi confronti fra le foto dei vari documenti di identità falsi e grazie alla collaborazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Rho-Pero, gli agenti di Bollate sono riusciti a identificare l’egiziano poi arrestato, a carico del quale pendeva già un ordine di carcerazione del 2016 con 8 mesi mesi di reclusione da scontare. Dopo ulteriori indagini, è stata identificata la zona di Milano frequentata dall’uomo che, al momento dell’arresto, aveva con sé quattro carte d’identità italiane false, un permesso di soggiorno falso, due codici fiscali falsi e delle banconote false, nonché un blocchetto di assegni con provenienza ancora da verificare.

Per MEK, udienza per direttissima che ha convalidato l’arresto e stabilito la custodia cautelare in carcere.

“L’intestazione fittizia di autovetture – dicono dal Comando – si sta rivelando una pratica illecita frequente e quanto mai pericolosa per la collettività perché permette l’utilizzo delle stesse vetture da parte di persone il più delle volte invischiate in attività illecite e criminose. Pratica tanto più pericolosa e insidiosa anche per chi deve controllare, vista l’estrema difficoltà, come dimostra questa indagine, di ricostruire quelle che sono vere e proprie scatole cinesi”.

“L’operazione – commenta l’Assessore alla Sicurezza Marco Marchesini – conferma l’elevata professionalità raggiunta dal Nucleo coordinato dall’ufficiale Paolo Ravelli. Un traguardo di grande soddisfazione anche per gli agenti che, dimostrando capacità operativa e spirito di servizio, hanno collaborato al raggiungimento dell’obiettivo finale”.